LE 10 COLONNE DELL’ECONOMIA SOLIDALE – Approfondimento

1 – L’economia solidale promuove il bene comune.

Le esperienze di economia solidale cercano di garantire l’utilizzo collettivo e sostenibile nel tempo dei beni considerati un patrimonio fondamentale: la terra, l’aria, l’acqua, il paesaggio, l’energia, la conoscenza, il patrimonio genetico.

2 – L’economia solidale è fondata sul rispetto della Madre Terra e sul benvivere di tutti.

L’economia solidale trova la propria base nella valorizzazione e tutela delle risorse del pianeta, ovvero nell’ecologia intesa come rispetto da parte dell’uomo della Madre Terra e di tutti gli esseri viventi, come spirito di attenzione e volontà di miglioramento complessivo, piuttosto che di distruzione, degli ambienti naturali.

3 – L’economia solidale promuove modelli collaborativi.

La collaborazione solidale si incentra sull’inclusione di tutti nel processo produttivo e sull’integrazione di tutti in quello di consumo. La compartecipazione al lavoro e al consumo per il bene della comunità e degli ecosistemi mette insieme la realizzazione del bem-viver personale e di quello sociale. I modelli collaborativi si basano sulla reciprocità e sulla pari dignità tra i soggetti coinvolti.

4 – L’economia solidale si basa sulle relazioni.

La collaborazione solidale si incentra sulla inclusione. L’economia solidale è una pratica intrinsecamente relazionale, orientata ad una “economia del noi” e alla cura dei beni relazionali. Il primo tratto comune è nell’importanza delle relazioni tra le persone. Quel capitale fatto di conoscenza, fiducia reciproca, condivisione di tempo, che da sempre è riconosciuto come fondamentale per la convivenza civile ma che non è monetizzabile, non si può misurare e scambiare con il tramite del denaro.

5 – L’economia solidale promuove il legame con il territorio.

Le esperienze di economia solidale sono fortemente legate ad uno o più territori proponendo progetti aderenti alle caratteristiche dei luoghi, valorizzando le risorse in modo sostenibile, cercando di chiudere i flussi e facendo “mente locale” per resistere alla normalizzazione culturale.

6 – L’economia solidale incorpora il senso del limite.

Le strutture dell’economia solidale cercano di avere la dimensione e di porsi al livello di scala appropriati per la funzione che svolgono, privilegiando per quanto possibile – a seconda del compito richiesto – la moltiplicazione di strutture piccole collegate tra loro piuttosto che la creazione di grosse organizzazioni.

7 – L’economia solidale si sviluppa nelle reti.

Una strategia fondamentale adottata dalle realtà di economia solidale è quella delle reti per potersi sostenere a vicenda e sviluppare in modo decentrato e flessibile. Infatti le reti consentono l’integrazione tra soggetti diversi ed una maggiore robustezza e prontezza nel rispondere ai cambiamenti dell’ambiente rispetto ad altre strutture organizzative maggiormente centralizzate.

8 – L’economia solidale è una trasformazione sociale.

Le attività economiche intraprese dalle realtà di economia solidale sono uno strumento per una trasformazione radicale della società. “E’ la società che invade lo spazio del mercato”, ovvero esperienze che vanno nella direzione di una democratizzazione dell’economia.

9 – L’economia solidale difende i diritti.

L’economia solidale riconosce e promuove il diritto per ogni essere umano a soddisfare i propri bisogni fondamentali. Questo compito può essere svolto sia direttamente tramite la conservazione dei diritti all’interno delle pratiche, sia sensibilizzando l’opinione pubblica per richiedere all’Ente Pubblico di intervenire in caso di omissione.

10 – L’economia solidale ridimensiona il ruolo del Mercato.

Le esperienze di economia solidale, a partire dalla insostenibilità sociale, economica ed ecologica del modello economico dominante basato sulla “crescita senza fine”, cercano di ridimensionare il ruolo del mercato e degli scambi monetari all’interno delle relazioni tra gli individui e di distinguere il concetto del valore di un bene dal suo prezzo.