Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.)?
Un gruppo spontaneo di persone che decidono di incontrarsi per acquistare direttamente dal produttore prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.
Il Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) si costituisce, in genere, per favorire la riflessione sui temi dell’alimentazione a base di prodotti biologici, l’acquisto dei prodotti stessi a prezzi accessibili e per stabilire patti fiduciari tra consumatori e produttori (soprattutto locali).
Si stabilisce un “canale fiduciario” tra produttori e consumatori, alimentato dal comune interesse e definito da parametri condivisi (Il DES di Parma per esempio focalizza l’attenzione sulle caratteristiche delle cosiddette 3P: il Prodotto e le sue caratteristiche, il Processo produttivo, il Progetto condiviso tra produttore e consumatori che sta dietro al prodotto).
Ne consegue un aumento del livello di soddisfazione per ambedue le parti. La merce termina di essere solo prodotto e diventa anche strumento di relazione tra soggetti che, oltre ai ruoli di produttori e consumatori, mettono in gioco i propri “volti” e le proprie storie! Il Gas è caratterizzato anche con tre aggettivi: piccolo, locale e solidale. Piccolo per permettere un’organizzazione semplice e per favorire la relazione tra i soci, locale perché siamo interessati e responsabili del territorio che abitiamo e solidale tra i soci, con i produttori e con l’ambiente.
Perché Il Gas si chiama Solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo, ai diritti dei lavoratori. A cui si aggiunge la solidarietà interna al gruppo, in termini di mutuo-aiuto e disponibilità tra i soci.
Perché nasce un G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è la ricerca di un’alternativa, praticabile da subito, al modello di consumo e di economia globale ora imperante. Il gruppo, forte del contributo di tutti, è un sostegno indispensabile nella ricerca di soluzioni ed informazioni e aiuta a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte e a individuare risposte “intelligenti” e non banali ai propri bisogni.
Come nasce un G.A.S.?
Nei modi più diversi ma accomunati dalla convinzione di formare un gruppo, di condividere scelte, problemi e insieme cercare opportunità. Di solito si fa riferimento a GAS vicini da cui mediare informazioni e pratiche ed eventualmente collaborazioni. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli e quant’altro il gruppo decida di fare!
Da quante persone può essere composto un GAS?
Non ci sono limiti minimi e massimi nel numero di persone che possono fare parte di un GAS, poiché è il gruppo stesso a decidere in autonomia e con creatività quale tipo di organizzazione darsi a seconda delle persone che ne fanno parte. Ovviamente più il gruppo diventa numeroso e più è importante organizzarsi per dividersi i “compiti” e/o suddividersi in gruppi più piccoli per ovvie ragioni pratiche e logistiche. L’obiettivo importante è quello di mantenere ed eventualmente aumentare la “massa critica” di persone che acquistano secondo principi etici e alternativi al modello dominante della grande distribuzione.
È complicato?
È molto più deprimente chiudersi in un centro commerciale. Le riunioni e il ritiro della spesa sono un’occasione di incontro e condivisione, e spesso sono accompagnate da una torta e un bicchiere di vino. Partecipare ad un GAS può essere inoltre formativo: alcuni gruppi, infatti, attribuiscono molta importanza agli aspetti culturali e conoscitivi ed organizzano incontri sul consumo critico, sull’auto produzione (detersivi, pane, …), sui rapporti nord-sud del mondo, ecc.
Esistono dei principi condivisi cui tutti i GAS si riferiscono?
Esiste una rete dei Gruppi d’Acquisto Solidali Italiani (www.economiasolidale.net) che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni.
Ciascun GAS è libero di organizzarsi in autonomia e darsi delle proprie linee guida per la scelta dei prodotti, facendo comunque riferimento ai principi generali che ispirano la nascita di questi gruppi, contenuti nel “Documento base dei GAS. Gruppi d’Acquisto Solidale, un modo diverso di fare la spesa” (Luglio 1999).
Questi principi generali possono essere così sintetizzati:
Sviluppare e mettere in pratica il consumo critico, inteso come atteggiamento critico dei consumatori, che non subiscono i messaggi pubblicitari ma valutano e scelgono i prodotti in base a criteri stabiliti da loro stessi e non imposti dal mercato.
Sviluppare e creare solidarietà e consapevolezza, poiché interessandosi alle problematiche dell’ambiente e delle condizioni di lavoro, acquisiamo una maggiore consapevolezza del mondo che ci circonda e delle sue contraddizioni.
Socializzare e costruire relazioni umane all’interno del gruppo, per rispondere al desiderio di confrontarsi e condividere con altri le proprie idee, posizioni, decisioni.
L’unione fa la forza, poiché il consumatore in gruppo può stimolare i produttori per la realizzazione di prodotti di maggiore qualità, dando di conseguenza la garanzia per l’acquisto da parte dei consumatori “critici” del GAS e quindi anche favorire la riduzione del prezzo.
Un GAS permette di risparmiare sulla spesa?
Si risparmia complessivamente: alcuni prodotti sono più costosi, altri più economici, ma si compra solo quello di cui si ha veramente bisogno.
La definizione del prezzo è frutto di un rapporto di fiducia e stima con il produttore, che porti a stabilire insieme il “giusto prezzo” che tenga conto delle esigenze di chi produce e di chi compra. Il prezzo dovrà quindi consentire al produttore di coprire le spese e avere un giusto guadagno; a chi acquista, un prodotto di qualità senza ricarichi.
Come faccio a trovare il G.A.S. più vicino a me?
Come faccio a costituire un G.A.S?
Puoi consultare l’archivio dei G.A.S. sul sito www.economiasolidale.net , ma attenzione non tutti i gas si sono registrati nell’archivio nazionale! Per trovare i gas della provincia di Parma, vai al sito www.desparma.org
Puoi anche scrivere una mail a info@desparma.org
In un GAS si possono comprare solo cibi?
Si acquistano le cose necessarie, sulla base delle esigenze dei componenti del gruppo e secondo un criterio di riduzione del superfluo. Per questo vengono acquistati principalmente cibi, ma non solo. Si acquistano anche prodotti biologici per la pulizia della casa, per l’igiene personale e in futuro vorremmo scegliere anche prodotti di telefonia, informatica, assicurativi, di abbigliamento, ecc. gestiti da cooperative no-profit.
Come si scelgono i prodotti da acquistare?
Qualcuno comincia a parlare dell’idea dell’acquisto di un prodotto alle riunioni. Chi ha voglia si occupa poi di ricercare produttori che rispondano ai criteri delle linee guida e li propone al gruppo che fa una scelta e prova ad acquistare. Una volta “testato” il prodotto e il produttore, si fanno delle valutazioni (qualità, prezzo, caratteristiche del produttore, aspetti logistici e pratici) e si decide se provare una scelta alternativa e/o se mantenere un rapporto di acquisto con quel produttore andando a consolidare un rapporto di fiducia e relazione reciproca.
Come si fa un ordine?
All’interno del gruppo viene scelto un referente per ogni prodotto da acquistare.
Sul gestionale Gas Aperto viene caricato il listino. Il referente si occupa di trasmettere l’ordine al fornitore, di ricevere e distribuire i prodotti ai soci che li hanno ordinati.
Come si ritirano i prodotti acquistati?
Durante le riunioni o tramite scambi in mailing list o chat, si ipotizzano una data e un luogo per la consegna e la distribuzione per andare a proporre e concordare con il produttore. In genere si cerca di fare convergere la consegna di più ordini. Successivamente il referente dell’ordine comunica eventuali problemi, modifiche di giorno, orario e luogo di consegna o conferma quanto concordato, dopo essersi accordato anche con il produttore. Ci si ritrova dunque all’orario, nel luogo e nel giorno stabilito per ritirare ciascuno i propri prodotti.
Come fate a regolarvi per le quantità da comprare?
Il gruppo concorda un calendario: in funzione delle caratteristiche di ciascun prodotto e produttore viene stabilità una frequenza con cui effettuare gli acquisti. Ad es. latte, formaggi e verdura ogni due settimane; pasta, miele, passata di pomodoro e parmigiano ogni tre mesi; riso, olio, carne e detersivi ogni 6 mesi circa… ecc.
Ovviamente all’inizio bisogna essere disposti a mettere un po’ in discussione le proprie abitudini di andare al supermercato a fare la spesa non appena se ne ha la necessità. Occorre infatti per ogni prodotto allenarsi gradualmente (e per tentativi) ad acquistare delle quantità sufficienti a soddisfare le esigenze per l’arco di tempo che intercorre tra un acquisto e l’altro. Cioè a fare delle scorte, controllando, programmando e valutando con maggiore attenzione il proprio consumo di prodotti. Cambiare le proprie abitudini richiede sempre un minimo sforzo all’inizio, ma poi ci si abitua al nuovo modo di fare la spesa e anzi se ne apprezzano anche i vantaggi in termini di riduzione dello spreco e di tempo “perso” al supermercato.
Come si trovano i produttori?
In alcuni casi per la ricerca di un fornitore abbiamo sfruttato le conoscenze di altri gruppi di acquisto, in altri casi sono stati i produttori stessi a scovare mentre per il resto ci siamo “arrangiati”, spingendoci con spirito di pionieri alla ricerca di una fattoria piuttosto che di un piccolo artigiano che facessero al caso nostro (tramite conoscenze di luoghi e persone, alle fiere e ai mercati, in internet). Nonostante si sia riusciti sempre a trovare una fonte di acquisto, si ha sempre la sensazione che trovare un produttore che faccia al caso nostro sia un’impresa decisamente ardua, tanto che durante le riunioni, alla proposta di andare alla ricerca di un nuovo prodotto, l’esclamazione “ma dove lo compriamo?!” è sempre in agguato. Sicuramente l’abitudine a frequentare solo negozi o supermercati rende il produttore una entità lontanissima, impalpabile e passare improvvisamente dall’altra parte del bancone aderendo ad un GAS non è facile in quanto richiede un cambiamento radicale nel modo di pensare gli acquisti.
Quali sono i criteri con cui vengono scelti i produttori?
Scegliamo produttori piccoli perché è più facile conoscerli, stabilire con loro un rapporto personale e condividere i valori e le prospettive; si possono conoscere i produttori, verificare il loro comportamento, apprezzare la “storia” di ogni prodotto. Scegliamo produttori corretti con i loro dipendenti, attenti a problematiche sociali e ambientali, che hanno un’attenzione particolare verso progetti “sociali” e a tutela di soggetti svantaggiati. Preferiamo inoltre acquistare da produttori che scelgono di non rivolgersi alla grande distribuzione.
Preferiamo prodotti biologici e locali, per ridurre l’inquinamento e lo spreco dovuti al trasporto della merce (viaggiando di meno, arriva più fresca e non richiede conservanti!). Scegliamo prodotti con imballi riciclabili o riutilizzabili.
Si possono comprare solo prodotti certificati Biologici?
Proprio perché riteniamo prevalente la relazione di conoscenza che si instaura con il produttore, si valutano di volta in volta le caratteristiche e le esigenze specifiche legate a un determinato prodotto e quindi possiamo anche decidere di acquistare prodotti più distanti (ad es. le arance dalla Sicilia) o di sostenere piccoli produttori anche senza certificazione biologica, poiché in alcune situazioni può essere un onere economico considerevole per un piccolo produttore, anche se ovviamente la priorità la diamo alle necessarie garanzie sull’effettiva qualità biologica del ciclo di produzione.
Come posso contribuire al GAS io che conosco molti bravi piccoli produttori?
Contribuendo con le tue conoscenze ad arricchire l’archivio di informazioni e di contatti relativi ai produttori, partecipando alle riunioni per proporre al gruppo l’acquisto presso alcuni di questi produttori e magari anche proponendosi come referente per l’acquisto di un prodotto.








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