Cooperativa IRIS

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La Cooperativa Agricola Iris è stata fondata nel 1978 da un gruppo di giovani che hanno creduto nella cooperazione e nel metodo di coltivazione “da agricoltura biologica” come mezzo per un progetto sostenibile nel rispetto della natura e dell’uomo. Una pasta che oltre ad essere biologica porta un valore sociale.

 

Lo scorso 16 settembre a Parma I Gas hanno incontrato un loro storico produttore, la Cooperativa Iris.

Un incontro bello ed importante perché ha permesso di conoscere a fondo i progetti, le modalità di produzione e la filosofia che li sostiene da sempre.

Maurizio Gritta, Presidente della cooperativa e socio fondatore ci ha raccontato che nel 1978 una decina di ragazzi e ragazze di diversa provenienza lavorativa e diverse culture politiche si sono ritrovati a discutere per fondare una esperienza lavorativa cooperativa, in agricoltura, senza l’utilizzo di concimi chimici, diserbanti, pesticidi. Iniziano le coltivazioni sperimentali senza l’utilizzo di sostanze chimiche, approfondendo le tecniche di coltivazione con metodo biologico con la consulenza tecnica e umana di Ivo Totti ed il gruppo raggiunge l’obiettivo comune che si era dato, ossia il comune intento di praticare un agricoltura che non impoverisca la terra, senza l’utilizzo di nessuna sostanza chimica (allora ancora non se ne parlava ma in futuro si chiamerà AGRICOLTURA BIOLOGICA), il rapporto diretto con il consumatore, lo sviluppo dell’occupazione giovanile di ambo i sessi, salvaguardare e promuovere “il bene comune”, ossia una proprietà collettiva di una società cooperativa agricola di produzione e lavoro. Questi ancora oggi sono gli obiettivi della cooperativa.

Maurizio ci spiega che Iris è una proprietà collettiva, di proprietà di tutti i soci, dove vale la democrazia diretta in ambito lavorativo (una testa vale un voto). In Iris il valore della mutualità non subisce distorsioni ed è il luogo dove far crescere rapporti sociali di produzione nuovi.

La cooperativa produce pasta di ottima qualità non destinata ad una nicchia di abbienti che se la possono permettere ma destinata ad un consumo popolare. Nel produrla rispetta la terra che coltiva direttamente e coinvolge in questo valore fondante tutto il suo grande indotto. Da nord a sud, dal Piemonte alla Calabria, ogni contadino che entra in contatto con Iris non viene schiacciato da un rapporto iniquo ma coinvolto direttamente nella filiera, in un rapporto di produzione virtuoso in termini di reddito, qualità e sostenibilità ambientale.

Nel 2005 la cooperativa fa un passaggio qualitativo e quantitativo acquistando il vecchio pastificio Nosari destinato alla chiusura. Da quel momento, non senza grosse difficoltà, Iris realizza un progetto di grande rilevanza, il rapporto di concreta sussidiarietà tra industria e campagna, economicamente, socialmente ed ecologicamente vincente. Le aziende che producono per Iris hanno un rapporto che è chiaro, precedentemente definito, per iscritto; un produttore della “Filiera Iris”conosce già fin dall’inizio della produzione tutte le condizioni ed il prezzo al quale venderà il suo prodotto alla cooperativa, non è un prezzo determinato solo da chi acquista ma insieme ai produttori. La base delle scelte industriali di Iris sono date dalla volontà di rispettare la qualità del prodotto agricolo, il reddito agricolo, la fertilità del terreno ed il rispetto dell’ecosistema. La filiera Iris garantisce la provenienza della materia prima grano perché è un prodotto che viene seguito e controllato dai tecnici di Iris nelle fasi di semina, pre-raccolta, raccolta. Anche i tre mulini che macinano il loro grano sono rigidamente controllati dai tecnici Iris in modo da garantire che la farina prodotta provenga esclusivamente dai loro conferitori.

Oggi Iris ha fatto un passo ulteriore realizzando un nuovo stabilimento nei pressi di Casteldidone, non distante dalla cascina dove ebbe inizio l’attività della cooperativa. Una nuova fabbrica che rispecchia anch’essa i valori fondanti della cooperativa: rispetto delle persone, dell’ambiente, risparmio energetico. Solo 14.000 mq su 40.000 sono destinati allo stabilimento mentre gli altri accoglieranno un asilo 100% ecologico, un museo, un ristorante, un parco giochi, spazi comunitari dedicati alla formazione ed alla socialità, la fitodepurazione. Solo lo scheletro della fabbrica è in cemento, il resto è in legno italiano e vetrate (unica fabbrica in Europa costruita in legno), adottando il bosco da dove è stato tagliato il legno occorrente. Sopra il tetto dello stabilimento sono posati i pannelli fotovoltaici che lo rendono autonomo dal punto di vista energetico.